Il cosiddetto argento colloidale (un colloide consistente di particelle sospese in un liquido) e le formulazioni contenenti argento vengono utilizzati dai medici sin dagli inizi del XX secolo, ma il loro utilizzo è stato per la maggior parte sostituito sin dagli anni 1940 seguendo lo sviluppo di antibiotici più sicuri ed efficaci.[1][2] Sin dagli anni 1990, l'argento colloidale viene propagandato come medicina alternativa, spesso dichiarato virtualmente come una panacea.

Il catione d'argento (Template:Chem) è bioattivo è in concentrazioni uccide velocemente i batteri in vitro. L'argento mostra una relativa bassa tossicità nell'organismo umano, e rischi minimi sono attesi a causa dell'esposizione clinica per inalazione, ingestione, applicazione dermica.[3] L'argento e le nanoparticelle d'argento vengono utilizzate come antimicrobici in una grande varietà di applicazioni industriali, sanitarie e domestiche.[4]

Note

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Fonti



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