Il termine blue whale ("balenottera azzurra" in inglese) indica una presunta moda di origine russa e collegata ai social media, in cui gli adolescenti si suicidano per una sorta di "gioco".[1]

Una balenottera azzurra, l'animale cui il gioco fa riferimento.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del "gioco" (o di ciò che rappresenta) deriva dallo spiaggiamento dei cetacei che, lasciandosi andare placidamente a riva, trovano la morte.[1]

Verità secondo la Wikipedia brasiliana[modifica | modifica sorgente]

Il "gioco" si basa sulla relazione tra i visitatori (denominati anche giocatori o partecipanti) e gli amministratori.[2][3]

Comporta una serie di compiti o prove date dagli amministratori che i giocatori devono completare, di solito una al giorno, e alcune comportano l'automutilazione.

Alcuni "compiti" possono essere dati in anticipo, mentre altri possono essere forniti di volta in volta dai presunti "ammministratori del sito". Di questi l'ultima è una prova che è praticamente un suicidio.

Nella lista dei compiti che dovranno essere completati in 50 giorni, che prevede azioni relativamente semplici come alzarsi alle 4:20am, alcune abbastanza pericolose come salire su una gru, altre, in apparenza meno rischiose erano quelle di ascoltare musica e osservare video spediti loro dall'amministratore (questa musica può essere ipnotica, avere note o un ritmo fisiologicamente depressivo, oppure instillare messaggi subliminali.

Uno dei video musicali, originalmente la canzone del cantante norvegese Emilie Nicolas' "Pstereo" (filmata in Scozia), è stata doppiata e alterata dall'admin in modo da assomigliare all'ombroso e spaventoso remix fatto da BENY della canzone folk "All I Want" della cantante country australiana Sarah Blasko. Come risultato di questa manipolaziona, sembra che innumerevoli e inconsapevoli adolescenti siano stati ingannati e influenzati dal suo ben studiato sentimento di melancolia e depressione, che distorce la Vita Reale trasformandola soltanto in uno tra tanti videogame, possibilità esistente nella mente di giovani che presentino contemporaneamente frustrazione, insonnia, depressione e una personalità tendente a fantasticare, impersonando eroi dei fumetti o dei videogiochi.

Bufala?[modifica | modifica sorgente]

Secondo NetFamilyNet.org, che cita Georgi Apostolov del Centro Bulgaro per un Internet più sicuro, la storia del Blue Whale sarebbe una falsa notizia sensazionalista nata tra il novembre 2015 e il maggio del 2016 in Russia e recentemente ripresa sui media occidentali, tra cui tabloid scandalistici come The Daily Mail e The Sun. In Italia, con mesi di ritardo, è diventata di improvvisa attualità nel maggio del 2017.

Il "gioco" è distribuito sotto forma di app, che però risulta introvabile a chi la cerca davvero per verificare la notizia.

L'ideatore del "gioco" è un russo, Philipp Budeikin, ex studente di psicologia (nato attorno al 1996) espulso dall'università ed arrestato a novembre 2016, anche se tra il 15 e il 16 maggio 2017 vari quotidiani italiani hanno dato la notizia come se fosse appena avvenuta. Budeikin ha dichiarato di non ritenersi pentito, oltre che di aver creato il "gioco" per spingere all'uccisione persone che giudicava indegne di vivere. A lui sono riconducibili le morti di 16 ragazze.

Sulla stampa tale numero appare solitamente assai gonfiato e si dice che la moda, iniziata nel 2013 con un gruppo del social network russo VKontakte detto F57, abbia ucciso 130 o secondo altri più di 150 adolescenti, ma in realtà finora non è stato identificato alcun suicidio con collegamenti concreti al "gioco". Al fenomeno, la trasmissione televisiva italiana Le Iene ha dedicato un servizio il 14 maggio 2017, raccogliendo le testimonianze di due madri di ragazze suicide per cause non accertate, del responsabile di un'associazione russa di assistenza all'infanzia e del compagno di classe di un ragazzo livornese uccisosi di recente, per il quale gli inquirenti hanno già il 7 marzo escluso che il "gioco" possa essere la causa del suicidio.

Questo fenomeno ha dato spazio a teorie del complotto, alcune delle quali affermano che sia una campagna gestita ed organizzata da nazionalisti ucraini.

Qualche giorno dopo il servizio delle Iene e i primi articoli sui quotidiani, la Polizia Postale ha iniziato a ricevere decine di segnalazioni collegate al "gioco". Il 22 maggio ha pubblicato sul proprio sito una lista ufficiale di consigli . Del Blue Whale si parla in termini ipotetici come di "una discussa pratica che sembra provenire dalla Russia", evitando accuratamente la parola "gioco", in assenza di alcuna dichiarazione ufficiale sull'esistenza dei temuti tutor russi e con concreta preoccupazione per i fenomeni emulativi. Si cerca quindi di "individuare la presenza di eventuali soggetti che si dedicano ad indurre minorenni ad atti di autolesionismo ed al suicidio attraverso l’uso di canali social e app ovvero di intercettare fenomeni di emulazione nei quali pericolosamente possono incorrere i più giovani in Rete in preda alle mode del momento o guidati da un’improvvida fragilità".

Lo svolgimento[modifica | modifica sorgente]

Il "gioco" consiste nel contattare, tramite profili falsi o anonimi di social network, gli adolescenti proponendo loro una sfida. Sfida che si articola attraverso 50 prove, di pericolosità crescente: se la persona che ha accettato di partecipare vuole ritirarsi, è minacciata di ritorsioni anche contro i familiari. Le istruzioni per le prove, fornite da un amministratore (curatore), consistono - per esempio - in: atti di autolesionismo (incidersi la pelle), compiere selfie in situazioni pericolose, uccidere animali per poi scattare foto, procurarsi dolore, modificare gli orari di sonno per guardare film horror. Le pericolose prove incidono sull'aspetto psicologico del giocatore, tanto da plagiarlo e renderlo facile vittima di un'istigazione a suicidarsi.

L'ultima prova, fatale, richiede di gettarsi dall'alto del palazzo più alto della città, togliendosi così la vita. Il tutto deve essere filmato.

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]



Video[modifica | modifica sorgente]

BLUE_WHALE_-_IL_GIOCO_DEL_SUICIDIO

BLUE WHALE - IL GIOCO DEL SUICIDIO

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