Il comitato per la salvaguardia della Valnestore fu costituito nel 1992 da alcuni cittadini dei comuni di Panicale e Piegaro (Provincia di Perugia), nacque per tutelare la valle nei confronti di alcuni progetti legati alla dismissione degli impianti della centrale termoelettrica "Città di Roma" di Pietrafitta.

Il comitato fu un centro permanente di vita associativa a carattere volontario e democratico, senza fini di lucro, indipendente dagli organi politici.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Già negli anni '80 e nei primi anni '90 vi erano movimenti ecologisti nella Valle del Nestore tra cui il comitato per la salvaguardia e la valorizzazione delle valli del Montarale (COSMO) che si opponevano, in particolar modo, alla costruzione di un nuovo elettrodotto Pietrafitta - Faiolo, da questa e altre esperienze nacque il comitato per la salvaguardia della Valnestore.

Statuto[modifica | modifica sorgente]

Nello statuto si leggono tra gli scopi:

  • la tutela dell'ambiente e della qualità della vita;
  • la garanzia degli equilibri ecologici della Valnestore e nel suo circondario.

Battaglie[modifica | modifica sorgente]

Fra le battaglie condotte dal comitato risultano ancora agli atti quelli relativi a:

  1. ricorsi nel confronto della costruzione di elettrodotti;
  2. ricorsi nei confronti dell'ENEL S.p.a. per:
  • l'impatto ambientale degli impianti della nuova centrale ENEL;
  • le emissioni nell'aria di fumi, polveri, ceneri e gas dal camino dell'impianto, ben visibili anche a chilometri di distanza;
  • carenza della manutenzione;
  • materiali per la combustione provenienti da altre miniere ("integrate con carbone proveniente da La Spezia, sansa, bricchette di lignite di importazione, olio combustibile per avviamenti e come fiamma di sostegno" cit. Esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Orvieto del 27/04/1993);
  • sospetto, radicato nella pubblica opinione, "di una supposizione di connessione tra le emissioni prodotte dalla centrale ENEL e la particolare rilevante abnorme incidenza nel territorio circostante la centrale medesima di patologie tumorali letali" (cit. Esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Orvieto del 27/04/1993);
  • costruzione di impianti per il trattamento dei rifiuti con impianto di incenerimento.

L'attività del comitato salvaguardia della Valnestore è stato spesso contestato perché ritenuto pericoloso allo sviluppo industriale della valle stessa.

Le denunce del comitato per la salvaguardia della Valnestore sono tornate alla ribalta delle cronache dopo le inchieste svolte nel 2016 da alcuni giornali locali e da alcuni cittadini ed amministrazioni locali che hanno chiesto chiarezza per l'uso del territorio dell'ex miniera e della ceneri, oltre all'utilizzo degli scavi e dell'area ex ENEL come discariche per i rifiuti solidi urbani a seguito dell'aumento di incidenza dei tumori nelle zone limitrofe.

Riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Atto costitutivo del "Comitato per la salvaguardia della Valnestore" (Archivio notarile Rep. n.ro 24835/4132)

Esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Orvieto del 27/04/1993

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]



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