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Il corteo storico

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Gli sbandieratori

Il Palio dela Brenta è una competizione storica italiana che si svolge a Borgo Valsugana, in provincia di Trento, in cui gli sfidanti rappresentano differenti classi sociali i "Farinoti" e i "Semoloti", anziché quartieri o casate nobiliari, come solitamente avviene.[1][2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

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Il tiro con l'arco

In epoca rinascimentale la cittadina di Borgo Valsugana era un principale luogo di scambi commerciali e culturali.

In quel periodo, Castel Telvana, fra i manieri più importanti del Trentino, costruì attorno a sé la comunità dei Farinoti, composta da nobili, cavalieri, dame e personaggi di rango, abitanti di ricchi palazzi e proprietari di rinomate botteghe artigiane nella parte agiata del borgo, quella che risiedeva alla sinistra del fiume Brenta. Dal lato opposto del corso, invece, i Semoloti (contadini e allevatori) abitavano in distese di prati e campi, figurando il lato più povero del paese.[2]

Fra le due collettività, il continuo conflitto sociale si inasprì in particolare fra il 1508 e il 1574 per la cosiddetta "lotta per gli statuti", con cui le persone meno abbienti richiesero il riconoscimento dei propri diritti. Nel 1525 ebbe luogo la guerra rustica, che si concluse con il riconoscimento del Comune di Borgo da parte della giurisdizione di Telvana. Questi conflitti rinascimentali portarono alla separazione netta di due classi sociali.[2][3]

Nel 1984 fu organizzata la prima rievocazione storica di quei conflitti causati dalle disparità sociali fra Farinoti e (ovvero la classe nobile così eletta perché la farina rappresenta la parte più raffinata del grano) e i Semoloti (la classe agreste, così soprannominata per esserne la parte più economica e povera, la semola).[2]

La sfida[modifica | modifica sorgente]

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Proclama Semoloto

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Proclama Farinoto

Il corteo in costume, giunto nella piazza principale del centro storico, ascolta i due proclami di sfida, scritti ogni anno con argute rime dialettali per deridere e lanciare la sfida in modo goliardico alla parte avversaria. Il proclama diventa così strumento per incitare la popolazione del Borgo a partecipare con vigore ed entusiasmo alla disputa, ma è anche un'occasione per prendersi gioco del politico di turno o sparlare di qualche evento avvenuto nell'anno precedente.[2]

Al termine della lettura della sfida dei proclami, avviene il gesto di "gettare la ciabatta", che da il via all'inizio del Palio, che consiste nel superare diverse prove, tra cui: il tiro con l'arco, il tiro con la fionda e infine la gara delle zattere, con cui le due parti sfidanti devono scendere e poi risalire un tratto del fiume Brenta.[2]

Tradizionalmente, alla fine della manifestazione, il capitano della squadra sconfitta viene rinchiuso in una gabbia e calato nelle gelide acque del fiume, in maniera simile ad un'antica forma tortura medievale denominata "Tonca".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. Adele Falasca (a cura di), Trentino Alto Adige Südtirol, Volume 25, collaboratore Serena Cherubini, Istituto enciclopedico italiano, 2007.
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 La storia del palio
  3. Associazione Palio dela Brenta. URL consultato in data 29 agosto 2018.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Palio dela Brenta : grande sfida tra le schiere farinote e semolote : decennale 1985-1994, Borgo Valsugana, Pro loco Borgo, 1994.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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