Salvaiciclisti Italia è un movimento sociale lanciato da un gruppo di blogger ciclistici italiani l'8 febbraio 2012, in risposta ad una analoga campagna[1] lanciata in Gran Bretagna dal quotidiano Times. Il suo obiettivo è promuovere lo sviluppo della mobilità ciclabile nelle città italiane e misure atte a proteggere chi usa la bicicletta in città dagli incidenti. Il movimento ha ricevuto molte critiche da parte degli automobilisti, che considerano le biciclette un intralcio al traffico e sottolineano l'indisciplina e impunità dei ciclisti urbani. Tra le iniziative di Salvaiciclisti che hanno sollevato le più aspre polemiche vi è la campagna per l'estensione delle cosiddette "zone 30" a tutte le aree abitate delle città, misura che limiterebbe eccessivamente la libertà di ogni automobilista di muoversi alla velocità preferita.

Grazie alla risonanza mediatica ottenuta in ambito nazionale e all'adesione di amministrazioni locali[2][3] e istituzioni nazionali[4], il movimento è riuscito ad ottenere alcuni risultati concreti: è stato presentato al Parlamento, e ammesso alla discussione parlamentare, un disegno di legge[5] per la riforma del Codice della Strada in senso favorevole alla circolazione ciclistica[6], i rappresentanti del movimento sono stati accolti in audizione alla Camera dei Deputati[7], il Ministro dell'Ambiente Clini ha ripristinato la "Giornata nazionale della bicicletta"[8].

A Roma, Brescia e Bologna è nata la Bike Square, una piazza cittadina riconosciuta dalle Istituzioni locali come luogo di incontro delle cittadine e dei cittadini in bici. A Bologna Salvaiciclisti è membro ufficiale della Consulta Comunale della Bicicletta[9], organo consultivo del Comune[10]. Dopo la partecipazione di 50.000 persone alla manifestazione nazionale indetta da Salvaiciclisti a Roma il 28 aprile 2012, il movimento è diventato il punto di riferimento nazionale per la promozione della mobilità ciclabile[11].

Il messaggio ufficiale inviato a Salvaiciclisti dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, non è stato di piena adesione ma solo di solidarietà personale[12], mentre il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pur accogliendo nel novembre 2012 una rappresentanza di Salvaiciclisti in Quirinale, non li ha incontrati di persona, inviando all'incontro solo il Direttore degli affari generali della Presidenza della Repubblica[13].

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvaiciclisti. La bicicletta è politica, edizioni Chiarelettere 2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]



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