m (REDTURTLE1555 ha spostato la pagina Serge Latouche a Serge Latouche (Ekopedia) senza lasciare redirect: Sostituzione con pagina più recente e attualizzata di Wikipedia)
Etichetta: Modifica visuale
 
Riga 1: Riga 1:
  +
{{Vedi anche|Serge_Latouche}}
 
È uno degli animatori della [[wikipedia:fr:Revue du MAUSS|Revue du MAUSS]], presidente dell'associazione «La ligne d'horizon», è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all'''Institut d'études du devoloppement économique et social'' (IEDS) di Parigi.
 
È uno degli animatori della [[wikipedia:fr:Revue du MAUSS|Revue du MAUSS]], presidente dell'associazione «La ligne d'horizon», è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all'''Institut d'études du devoloppement économique et social'' (IEDS) di Parigi.
 
[[File:Serge Latouche - Festival Economia 2012.JPG|thumb|right|400px|[[Serge Latouche]] è uno dei principali sostenitori della teoria della decrescita.]]
 
[[File:Serge Latouche - Festival Economia 2012.JPG|thumb|right|400px|[[Serge Latouche]] è uno dei principali sostenitori della teoria della decrescita.]]
Riga 14: Riga 15:
 
A coloro che nel mondo contemporaneo mettono in discussione la prospettiva universalista, cioè la pretesa della civiltà occidentale di imporre a tutto il mondo una serie di valori considerati validi per tutto il genere umano si obietta d'altra parte che criticando l’universalismo, si può finire nel relativismo e nel particolarismo. Non è stato forse il particolarismo, inteso come l'esaltazione delle culture particolari quello che spesso ha generato divisioni e lotte in nome di una ristretta, egoistica, visione della propria identità?
 
A coloro che nel mondo contemporaneo mettono in discussione la prospettiva universalista, cioè la pretesa della civiltà occidentale di imporre a tutto il mondo una serie di valori considerati validi per tutto il genere umano si obietta d'altra parte che criticando l’universalismo, si può finire nel relativismo e nel particolarismo. Non è stato forse il particolarismo, inteso come l'esaltazione delle culture particolari quello che spesso ha generato divisioni e lotte in nome di una ristretta, egoistica, visione della propria identità?
   
Latouche ribalta questa accusa addossandola proprio all'universalismo che non è altro che una creazione ideologica occidentale, di un occidente che in nome della propria identità, dell'identità della ''tribù occidentale'', come dice Rino Genovese<ref> ''La tribù occidentale. Per una nuova teoria critica (1995)'',Feltrinelli </ref>, pretende d'imporre un imperialismo culturale al resto del mondo.
+
Latouche ribalta questa accusa addossandola proprio all'universalismo che non è altro che una creazione ideologica occidentale, di un occidente che in nome della propria identità, dell'identità della ''tribù occidentale'', come dice Rino Genovese<ref>''La tribù occidentale. Per una nuova teoria critica (1995)'',Feltrinelli </ref>, pretende d'imporre un imperialismo culturale al resto del mondo.
   
 
Contro l'universalismo Latouche rivendica invece la necessità di «valorizzare l’aspirazione a un dialogo fra le culture, a una coesistenza delle culture. Per questo alla prospettiva dell’universalismo [opponendo] piuttosto un "universalismo plurale," che consiste nel riconoscimento e nella coesistenza di una diversità, e nel dialogo fra queste diversità.»
 
Contro l'universalismo Latouche rivendica invece la necessità di «valorizzare l’aspirazione a un dialogo fra le culture, a una coesistenza delle culture. Per questo alla prospettiva dell’universalismo [opponendo] piuttosto un "universalismo plurale," che consiste nel riconoscimento e nella coesistenza di una diversità, e nel dialogo fra queste diversità.»
Riga 38: Riga 39:
   
 
==Note==
 
==Note==
<references/>
+
<references />
   
 
==Voci correlate==
 
==Voci correlate==

Versione attuale delle 11:54, 4 gen 2019

20px Per approfondire, vedi Serge_Latouche.

È uno degli animatori della Revue du MAUSS, presidente dell'associazione «La ligne d'horizon», è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all'Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi.

Serge Latouche è uno dei principali sostenitori della teoria della decrescita.

Pensiero

È tra gli avversari più noti dell'occidentalizzazione del pianeta e un sostenitore della decrescita conviviale e del localismo.

Conosciuto per i suoi lavori di antropologia economica, Serge Latouche critica il concetto di economia intesa in modo formale, ossia come attività di mera scelta tra mezzi scarsi per poter raggiungere un fine. Rifacendosi in tal senso al pensiero di Karl Polanyi egli mira a proporre nelle sue opere il concetto dell'economico, rifacendosi alla definizione di economia sostanziale, intesa, come attività in grado di fornire i mezzi materiali per il soddisfacimento dei bisogni delle persone[1].

Critica, attraverso argomentazioni teoriche solide e con un approccio empirico comprensivo di numerosi esempi, il concetto di sviluppo e le nozioni di razionalità ed efficacia economica.

Nemico del consumismo e della razionalità strumentale, Latouche è un intellettuale che presenta tratti assai personali ed è stato introdotto nel dibattito italiano da case editrici e gruppi culturali della sinistra antagonista.

Latouche è uno dei critici più acuti della ideologia universalista dalle connotazioni utilitariste: rifacendosi anche alle concezioni di Marcel Mauss e di Ivan Illich, rivendica la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista. A coloro che nel mondo contemporaneo mettono in discussione la prospettiva universalista, cioè la pretesa della civiltà occidentale di imporre a tutto il mondo una serie di valori considerati validi per tutto il genere umano si obietta d'altra parte che criticando l’universalismo, si può finire nel relativismo e nel particolarismo. Non è stato forse il particolarismo, inteso come l'esaltazione delle culture particolari quello che spesso ha generato divisioni e lotte in nome di una ristretta, egoistica, visione della propria identità?

Latouche ribalta questa accusa addossandola proprio all'universalismo che non è altro che una creazione ideologica occidentale, di un occidente che in nome della propria identità, dell'identità della tribù occidentale, come dice Rino Genovese[2], pretende d'imporre un imperialismo culturale al resto del mondo.

Contro l'universalismo Latouche rivendica invece la necessità di «valorizzare l’aspirazione a un dialogo fra le culture, a una coesistenza delle culture. Per questo alla prospettiva dell’universalismo [opponendo] piuttosto un "universalismo plurale," che consiste nel riconoscimento e nella coesistenza di una diversità, e nel dialogo fra queste diversità.»

Bibliografia

  • L'occidentalizzazione del mondo (L'Occidentalisation du monde, 1989), Bollati Boringhieri, Torino, 1992
  • Il pianeta dei naufraghi (La planète des naufragés, 1991), Bollati Boringhieri, Torino, 1993
  • La Megamacchina. Ragione tecnoscientifica, ragione economica e mito del progresso (La Mégamachine, 1995), Bollati Boringhieri, Torino, 1995, ISBN 8833909190
  • I profeti sconfessati. Lo sviluppo e la deculturazione (Faut-il refuser le développement? Essai sur l'anti-économique du tiers-monde, 1986), La Meridiana, Molfetta, 1995
  • Il pianeta uniforme. Significato, portata e limiti dell'occidentalizzazione del mondo, Paravia/Scriptorium, 1997
  • L'economia svelata Dedalo, 1997
  • L'altra Africa. Tra dono e mercato (L'autre Afrique. Entre don et marché, 1998), Bollati Boringhieri, Torino, 2000, ISBN 8833910458
  • Il mondo ridotto a mercato, Lavoro, 2000
  • Immaginare il nuovo. Mutamenti sociali, globalizzazione, interdipendenza Nord-Sud, L'Harmattan Italia, 2000
  • La sfida di Minerva. Razionalità occidentale e ragione mediterranea, Bollati Boringhieri, Torino, 2000
  • L'invenzione dell'economia, Arianna Editrice, 2001
  • Il pensiero creativo contro l'economia dell'assurdo EMI, 2002
  • Giustizia senza limiti. La sfida dell'etica in una economia globalizzata (Justice sans limites, 2003), Bollati Boringhieri, Torino, 2003
  • La fine del sogno occidentale. Saggio sull'americanizzazione del mondo (Le planète uniforme), Eleuthera, 2002. ISBN 88-85060-63-3
  • Il ritorno dell'etnocentrismo, Bollati Boringhieri, Torino, 2003
  • Come sopravvivere allo sviluppo. Dalla decolonizzazione dell'immaginario economico alla costruzione di una società alternativa (Survivre au développement, 2004), Bollati Boringhieri, Torino, 2005
  • La scommessa della decrescita, Feltrinelli, 2007 ISBN 978-88-07-17136-9

Note

  1. K.Polanyi, Economie primitive arcaiche e moderne, Editore Einaudi, 1980,pag. 135.
  2. La tribù occidentale. Per una nuova teoria critica (1995),Feltrinelli

Voci correlate

Collegamenti esterni

Fonti



I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.