Dei formati di pasta sono consumati anche in altre cucine, particolarmente in uso in Asia, nella cucina cinese, araba e giapponese. Sono per lo più composti con farina di grano (duro o tenero) prodotti mediante estrusione o taglio, ma la farina può anche essere ricavata da altri cereali o semi.

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Spaghetti locali stesi ad asciugare nelle strade di Seoul.

Etimologia

In varie lingue germaniche sono utilizzati termini come noedels, noodles, nudler (rispettivamente: olandese, inglese, danese) derivati dalla lingua tedesca nudel per indicare qualsiasi formato di pasta (sia di grano che di riso) inclusa quella italiana, ma soprattutto la pasta lunga, come spaghetti o tagliatelle. In vari paesi il termine indica in generale i vari formati di pasta. Tali termini derivano probabilmente dal greco nudel, cioè un tipo pasta.

Pare ci siano inoltre collegamenti etimologici con la parola latina nodus, ovvero nodo. Altri fanno risalire il termine al germanico knodel documentato verso il 1550 da cui poi sarebbe derivato il tedesco nudel. Anche se in alcuni paesi con tali termini si intendono solo prodotti alimentari da farina di grano o al più riso, in altri (come in USA) si intende qualsiasi prodotto alimentare derivato dall'impasto di acqua e farina di svariati tipi, ed eventualmente altri ingredienti.

Formati

Vari tipi di pasta usati in altre culture sono simili agli spaghetti italiani ma, a differenza di questi, sono una pasta fresca di produzione artigianale e non solamente secca e di produzione industriale, altri possono essere simili alle nostre tagliatelle, ed ovviamente i formati possono variare a seconda delle culture, e possono essere anche all'uovo. Tra i più noti a livello internazionale sono gli spaghetti cinesi, spesso a base di soia. Di recente, anche in italia alcune aziende producono pasta di riso.

Come vengono consumati

Devono essere gustati bollenti direttamente dal brodo e quindi risucchiati rapidamente aspirando contemporaneamente aria per raffreddarli. Se mangiati correttamente, si emette un forte rumore che, seppure sgradevole a noi occidentali, è invece gradito ai giapponesi, poiché significa che si sta apprezzando il piatto. Tuttavia, tale norma di comportamento non sempre è valida e non sempre i commensali giapponesi la pensano così, forse a causa del sopraggiunto Galateo occidentale.

Note


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